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Ultimo aggiornamento:
20 ottobre 2008

 

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"La Vergine Maria è il modello di ascolto
e risposta alla Parola di Dio" ricorda il Fondatore
del Sodalitium nel Sinodo dei Vescovi

"La Vergine Maria è il modello di ascolto e risposta alla Parola di Dio" ha affermato D. Luis Fernando Figari, Superiore Generale del Sodalitium Christianae Vitae, nel suo intervento alla XIII Congregazione Generale del Sinodo dei Vescovi, che si svolge nel Vaticano sul tema "La Parola di Dios nella vita e nella missione della Chiesa".

Secondo il riassunto reso noto da fonte vaticane, il Fondatore peruviano ha sottolineato che "Paolo vi, nella Ecclesiam suam, metteva in risalto la dimensione comunicativa della Rivelazione divina. Questo aspetto è espresso in quel bel passo dell'Esodo in cui ci viene detto che «il Signore parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla con un altro». Giunta la pienezza dei tempi, Dio pronuncia la sua Parola, che è in Dio fin dal principio e che è Dio, e si incarna nella Immacolata Vergine Maria per opera dello Spirito Santo".

"La Parola eterna incarnata - ha affermato - parla un linguaggio umano e manifesta il mistero di Dio e il suo piano, così come il mistero dell'essere umano, la grandezza della sua vocazione e l'orizzonte della sua realizzazione personale. La Parola di Dio scritta per ispirazione dello Spirito interpella l'essere umano nel profondo e lo invita all'appassionante e indescrivibile incontro con il Signore Gesù".

"In questo cammino è fondamentale l'esperienza di un silenzio attivo che implica non solo ascoltare attentamente, ma farlo «in Ecclesia», aprendo il cuore alla interiorizzazione e adesione alla Parola di Dio. La Parola ascoltata e accolta alimenta in noi la fede nell'intelletto, trasformando i nostri criteri fino a giungere a «provare fra noi gli stessi sentimenti che ebbe Cristo Gesù»; e promuove la fede nel nostro agire, consapevoli che sono beati quelli che «ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica». La Vergine Maria è il modello di ascolto e risposta alla Parola di Dio".


Concessa durante l'Anno Paolino l'indulgenza plenaria ai pellegrini nella chiesa di San Paolo alla Regola

Il Santo Padre Benedetto XVI ha concesso il dono di speciali indulgenze per l’Anno Paolino perché i fedeli possano “rinnovare e rinforzare, con fervore anche maggiore in questa pia e felice occasione, propositi di salvezza soprannaturale; rendere onore al beato Paolo Apostolo ed essere spronati dolcemente a portare frutti di buone opere”.

Con grandissima gioia per tutti noi, con un Decreto della Penitenzieria Apostolica emesso il 23 settembre 2008, il Santo Padre ha concesso anche alla nostra chiesa di San Paolo alla Regola la possibilità di essere una meta di pellegrinaggio nella quale si possa ottenere l’indulgenza plenaria durante l’Anno Paolino, ricevendo questa grazia particolare in favore di se stessi o dei defunti.

San Paolo alla Regola

Ricordiamo, con il Catechismo della Chiesa Cattolica, che l'indulgenza plenaria è la remissione totale “dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa”. Infatti “ogni peccato, anche veniale, provoca un attaccamento malsano alle creature, che ha bisogno di purificazione”. La pena temporale è dunque quanto rimane da purificare del peccato: cosa che avviene in questa vita con la preghiera, con atti di penitenza e di fervente carità, o in Purgatorio. L’indulgenza libera dalle pene temporali attingendo al tesoro della Chiesa, costituito dai “beni spirituali della comunione dei santi” che attraverso “i meriti di Cristo” acquistano un infinito ed inesauribile valore presso il Padre.

Per ottenere l’indulgenza sono necessarie le solite condizioni: la confessione, la comunione eucaristica e la preghiera secondo le intenzioni del Papa, praticate con l’animo veramente pentito e distaccato da qualsiasi peccato, anche veniale.

Il dono è concesso a chi si recherà in pellegrinaggio alla chiesa di San Paolo alla Regola, dove all’Apostolo “fu concesso di abitare per suo conto con un soldato di guardia”, partecipando devotamente – in gruppo o in modo personale – a un rito sacro o a un esercizio di pietà in onore di San Paolo. L’atto si concluderà con la recitazione del “Padre nostro” e del “Credo”, aggiungendo invocazioni in onore della Beata Vergine Maria e di San Paolo. Tale devozione – ricorda il Decreto – sia sempre unita alla memoria del Principe degli Apostoli San Pietro.

Potete visitare il sito della chiesa: www.sanpaoloallaregola.com





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